Intervento su Accordo Italia-Lituania

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Intervento alla Camera di Fabio Lavagno, durante la discussione della ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Lituania in materia di rappresentanze diplomatiche, fatto a Vilnius il 21 febbraio 2013.

Il Testo integrale dell’intervento :

Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando si parla di un accordo tra Stati non è mai una cosa banale o una cosa semplice. La storia di questo trattato lo dimostra: è una storia che si porta appresso, nel suo contenzioso, la storia di un Novecento che sembra non finire mai e sembra portare incrostazioni che, in qualche modo, hanno il carattere della storia e della geopolitica.

Non possiamo che vedere positivamente la conclusione di un iter che, come è stato ricordato dall’esponente del Governo, è stato accompagnato dai Governi che si sono succeduti senza mai arrivare ad una reale conclusione che desse pienezza e concretizzazione alle richieste della Repubblica lituana.

È già stato evidenziato come nelle varie Commissioni, e in particolare nella Commissione finanze, sia stato rilevato il carattere di particolarità e di eccezionalità rispetto alla concessione di un comodato d’uso e come questa eccezionalità, in qualche modo, sia giustificata dalla necessità di dare piena attuazione rispetto alla rappresentanza diplomatica di un Paese peraltro membro dell’Unione europea.

Credo che questo si inserisca in una storia, che è tutta storia novecentesca, dei rapporti bilaterali tra Italia e Lituania che hanno un loro inizio alla conclusione del primo conflitto mondiale, con la Conferenza di Parigi, dove un atteggiamento benevolo tra quelle che erano definite potenze vincitrici, tra cui l’Italia, riconosceva alla Lituania la necessità di una piena legittimazione.

E’ in quel solco che, in qualche modo, si perpetua un atteggiamento, all’indomani della dissoluzione dell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, per cui l’Italia è tra i primi Paesi a riconoscerne un’indipendenza.

D’altra parte, la Lituania è Paese con vocazione europea, con una vocazione europea sancita dall’entrata nell’Unione europea del 2004, perfezionata nel 2004, ed è una naturale piattaforma logistica nell’area del Baltico, non disinteressata da quelli che sono anche gli interscambi di natura economica tra il nostro Paese e quell’area.

L’interscambio economico ha una qual certa, per quanto limitata, rilevanza, e vede sempre un saldo positivo per il nostro Paese e vede questo trend in aumento negli ultimi anni, tanto da far diventare l’Italia, per quanto assolutamente lontana dal punto di vista geografico, il settimo Paese fornitore nei confronti della Repubblica lituana.

Occorre, però, riconoscere anche alcuni elementi che necessitano di uscire veramente dalla storia del Novecento per proiettarsi in una nuova storia di un nuovo secolo, che sia veramente il secolo dell’Europa e dei diritti. Ebbene, su questa tematica occorre ricordare agli esponenti del Governo che, nel perfezionare questo Trattato, la Lituania non gode di buona fama sotto il profilo della tutela dei diritti civili.

Non gode buona fama non solo a detta delle organizzazioni LGBT, ma anche di molte organizzazioni umanitarie come Amnesty International. Rispetto ai temi dell’omofobia, della discriminazione sessuale, le statistiche, tutte quante, danno la Lituania, se non come ultimo, tra gli ultimi Paesi in Europa.

Io credo che nel dare corso ad una storia che si chiude sia importante, anche nelle relazioni diplomatiche, non solo concentrarsi su quelle che sono le questioni diplomatiche, appunto, di natura geopolitica o economica, ma, soprattutto, saper dare un nuovo corso anche a politiche che abbiano come centro e come fulcro, le politiche dei diritti, perché solo così, convintamente europeisti come siamo e come vediamo disposta anche la Repubblica di Lituania, potremo effettivamente ambire ad avere un’Europa dei cittadini e dei diritti.

Accordo Italia - Lituania : Dichiarazione di Voto

Onorevoli colleghi, abbiamo già discusso ed espresso le posizioni del gruppo di SEL in fase di discussione generale in merito a questo provvedimento. Un provvedimento che vede la conclusione di un iter ventennale, che come abbiamo ricordato, affonda le proprie radici nella storia del ’900 e in gran parte dell’evoluzione geopolitica della Lituania e della sua dimensione all’interno e all’esterno di quella che è stata l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. È un dato positivo che lo Stato italiano arrivi a formalizzare questo trattato e che definisca, nell’assegnare alla Repubblica di Lituania una sede diplomatica consona e degna, anche un rapporto diplomatico iniziato fra le nazioni a partire dal termine del primo conflitto mondiale e collimato con il riconoscimento tra i primi dell’Italia nei confronti dell’indipendenza della Lituania. Abbiamo ricordato, ed è giusto ricordarlo, come i rapporti fra Stati si basino su solide basi storiche, ma anche su rapporti economici e commerciali che fanno dell’Italia il settimo partner commerciale lituano, quindi con una situazione di tutto rilievo e con una bilancia commerciale in positivo nei confronti del nostro Paese, e di come avere rapporti positivi con una piattaforma naturale nell’area del Mar Baltico sia assolutamente necessario.

 

Allo stesso tempo abbiamo rilevato e abbiamo fatto delle sollecitazioni al Governo, che vogliamo riportare qua in sede di dichiarazione di voto, sollecitazioni che facciamo nel comportamento e nelle relazioni che è opportuno tenere nei confronti di questo Paese che ha di per sé una vocazione europeista, tant’è che il processo di integrazione nell’Unione europea è stato perfezionato nel 2004, ma che vede la Lituania agli ultimi posti nelle classifiche relative ai diritti civili e in particolar modo nei confronti dell’omofobia. Su questo invitiamo a un reciproco impegno, perché l’Italia non sta meglio da questo punto di vista, affinché non solo rapporti storici, non solo rapporti economici, ma anche sociali nei confronti di una nuova idea di Europa dei diritti possano suggellare un lungo rapporto di amicizia tra i due Paesi. Nel dire questo esprimo a nome del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà il voto favorevole rispetto alla ratifica dell’accordo in questione.

 

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