La vera faccia di Marco Botta: in Regione propone di cancellare la Resistenza

14 years ago by in Articoli, Città di Casale Monferrato, Comunicati Stampa, Regione Piemonte Tagged: , , , ,

La proposta di legge fatta da Marco Botta, come primo firmatario, in Consiglio Regionale che ha come oggetto la cancellazione della parola “Resistenza” dalla denominazione del Comitato regionale per l’affermazione dei valori della resistenza e dei principi della Costituzione Italiana è un affronto ai valori fondanti della nostra democrazia.

Il capogruppo del PDL in Consiglio Comunale, uomo forte della maggioranza che sui processi amministrativi del Comune di Casale sembra spesso più informato degli stessi componenti della Giunta, svela così il suo vero volto.

L’atto è tanto più provocatorio perché compiuto da un rappresentante regionale di Casale, la città dei tredici martiri della Banda Tom. Con questa proposta si vuole cancellare un pezzo della nostra storia, cogliendo magari l’occasione per legittimare repubblichini e fascisti.

La parola resistenza esprime valori e ideali su cui si basa la nostra Costituzione, non è una nozione di parte, ma rappresenta una memoria che dovrebbe essere condivisa e supportata da tutte le parti politiche, non cancellata in nome di una vaga e faziosa “imparzialità”.

0 Responses to “La vera faccia di Marco Botta: in Regione propone di cancellare la Resistenza”


Francesca Siravo
4 marzo 2011 Rispondi

Signor Botta, al Consiglio Regionale ci sono problemi più urgenti e lei si perde in quisquilie perchè vuol cancellare la parola RESISTENZA? Lei è ancora troppo giovane per capire.Lei non sa ca vuol dire aver combattuto, aver fatto la guerra in breve e sicuramente dietro di lei c’è qualcuno che l’influenza, che la spinge ad agire da ANTIITALIANO.Mi spiace per lei perchè potrebbe utilizzare la sua intelligenza per motivi più costruttivi.Al Consiglio potreste lavorare di più invece di soffermarvi su astrusità, come del resto è successo.Lasci stare la RESISTENZA e non offenda chi ha perso la vita per quest’ITALIA che le dà ancora abbondantemente da mangiare.

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